Suoni

Controvento

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Il Festival

Suoni Controvento è un festival nel Parco naturale del Monte Cucco, dove la purezza dell’aria e la bellezza dei luoghi si coniugano in un paesaggio unico e inconfondibile.

Con il progetto “Suoni Controvento” si è individuato nel vento, l’elemento ispiratore per artisti della scena musicale europea. La manifestazione vuole valorizzare le caratteristiche ambientali del luogo e far conoscere al pubblico regionale e nazionale le tradizioni e la cultura del Parco e dei Comuni del Monte Cucco.

L'idea non è solo quella di realizzare delle suggestive colonne sonore per gli affascinanti paesaggi.  Il progetto cerca di rispondere concretamente a delle grandi urgenze contemporanee, ossia fornire un richiamo, un precedente, su cosa e come possa essere lo spazio per la musica, per l'arte e il suo "consumo". Lo scopo è quello di muovere letteralmente la rappresentazione artistica fuori dai suoi templi, per dislocarla in un "luogo altro", difficilmente immaginabile come spazio di rappresentazione. 

Chiunque assisterà a una performance di Suoni Controvento, non scorderà mai il paesaggio e la sua musica, suoni e immagini rivivranno nella memoria con grande emozione

 

28 luglio 

Sigillo - Villa Anita ore 21:30

Mamma li Turchi

Gruppo di musica popolare del sud Italia. Canti d’amore, canti di ribellione verso l’oppressore, canti di malavita; tamburi infuocati che fanno ballare, esorcizzando il male di vivere, scacciando la morte causata dal morso del ragno. Il tutto al grido di “Mamma… li Turchi!”, esclamazione di paura dei popoli salentini al giungere delle navi condotte dai crudeli invasori turchi. Il gruppo propone un repertorio basato sulla tradizione dei popoli salentini e campani, in una performance live che comprende anche i balli più diffusi in quelle zone, come pizziche, tarantelle e tammurriate.

Gruppo di musica popolare del sud Italia. Canti d’amore, canti di ribellione verso l’oppressore, canti di malavita; tamburi infuocati che fanno ballare, esorcizzando il male di vivere, scacciando la morte causata dal morso del ragno. Il tutto al grido di “Mamma… li Turchi!”, esclamazione di paura dei popoli salentini al giungere delle navi condotte dai crudeli invasori turchi. Il gruppo propone un repertorio basato sulla tradizione dei popoli salentini e campani, in una performance live che comprende anche i balli più diffusi in quelle zone, come pizziche, tarantelle e tammurriate.

29 luglio

Monte Cucco - Sasso delle Macinare ore 18:00

Daniele di Buonaventura

Bandoneon solo. Una sorta di viaggio sonoro che si snoda in una sequenza di struggenti suggestioni emotive, caratterizzate da una toccante personalizzazione esecutiva, insita del ritrovarsi da solo con il proprio strumento. Durante il concerto ci si ritrova, pertanto, nel mezzo di un “rito celebrativo”, creato dalla stesura di composizioni originali dello stesso bandoneonista, che vanno da evocazioni di canti sacri a passi di danza di sapore mediterraneo.

Bandoneon solo. Una sorta di viaggio sonoro che si snoda in una sequenza di struggenti suggestioni emotive, caratterizzate da una toccante personalizzazione esecutiva, insita del ritrovarsi da solo con il proprio strumento. Durante il concerto ci si ritrova, pertanto, nel mezzo di un “rito celebrativo”, creato dalla stesura di composizioni originali dello stesso bandoneonista, che vanno da evocazioni di canti sacri a passi di danza di sapore mediterraneo.

29 luglio

Costacciaro - Corso Mazzini ore 21:30

Daniella Firpo

ft John Arnold

Quartetto di musica brasiliana/jazz Un connubio tra le origini brasiliane della cantautrice e l’italianità adottiva, nel quale si uniscono sonorità acustiche e ritmiche tipiche dell’universo brasiliano e del jazz e si combinano aspetti delle due culture.

Quartetto di musica brasiliana/jazz Un connubio tra le origini brasiliane della cantautrice e l’italianità adottiva, nel quale si uniscono sonorità acustiche e ritmiche tipiche dell’universo brasiliano e del jazz e si combinano aspetti delle due culture.

30 luglio

Monte Cucco - Colle degli Scogli ore 18:30

Teho Teardo

Concerto per violoncello e chitarra baritona. L’affinità tra i due strumenti riporta il suono alla dimensione minimalista ed essenziale in cui l’elettronica li collega. “C’è qualcosa di indicibile,  ineffabile, nel suono, nella sua capacità di ridisegnare ciò che ci circonda, in certi casi fino ad alterare in nostro senso di percezione” (Teardo)

Concerto per violoncello e chitarra baritona. L’affinità tra i due strumenti riporta il suono alla dimensione minimalista ed essenziale in cui l’elettronica li collega. “C’è qualcosa di indicibile,  ineffabile, nel suono, nella sua capacità di ridisegnare ciò che ci circonda, in certi casi fino ad alterare in nostro senso di percezione” (Teardo)

11 agosto

Grotte di Monte Cucco ore 18:30

"Oreb"

Dimitri Grechi Espinoza - Sax Solo

Oreb è un altro nome per indicare il monte Sinai, dove Mosè si incontrò “faccia a faccia” con Dio, in un dialogo che si farà materia incandescente per tutta l’umanità nelle Dieci Parole dell’Insegnamento. Ma Oreb è anche il monte sul quale il profeta Elia, stanco e disgustato per aver troppo ucciso, incontra la voce silenziosa di Dio. Il Signore non era nel vento, non era nel terremoto, non era nel fuoco; ma in una “voce di silenzio sospeso”, appena percepibile all’udito. È questa qualità del silenzio che esprime il Sax solo di Dimitri Grechi Espinoza: uno spazio silenzioso che occorre creare dentro di sé prima di parlare con l’Altro, prima di parlare con gli altri.

Oreb è un altro nome per indicare il monte Sinai, dove Mosè si incontrò “faccia a faccia” con Dio, in un dialogo che si farà materia incandescente per tutta l’umanità nelle Dieci Parole dell’Insegnamento. Ma Oreb è anche il monte sul quale il profeta Elia, stanco e disgustato per aver troppo ucciso, incontra la voce silenziosa di Dio. Il Signore non era nel vento, non era nel terremoto, non era nel fuoco; ma in una “voce di silenzio sospeso”, appena percepibile all’udito. È questa qualità del silenzio che esprime il Sax solo di Dimitri Grechi Espinoza: uno spazio silenzioso che occorre creare dentro di sé prima di parlare con l’Altro, prima di parlare con gli altri.